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BioMed Immunotech
Kits per lo studio del T Cell Receptor-Vbeta repertoire in biologia molecolare. Human e Mouse
Introduzione

Il T Cell Receptor (TCR) è una molecola espressa sui linfociti T ( CD3+ ) con la funzione di riconoscere antigeni espressi sul sistema maggiore di istocompatibilità (MHC ).

E’ un eterodimero, composto nel 95% dei casi da due sub-unità alpha/beta, e nel 5% dei casi da sub-unità gamma/delta.

Lo studio della sub-unità beta è un metodo per valutare se in un pool di cellule T sono presenti espansioni clonali.

Infatti, ogni linfocita T durante il suo sviluppo va incontro ad un processo di riarrangiamento genico, che gli permette di avere un TCR con una specificità singola verso un unico antigene, su una gamma di possibilità dell’ordine di 10^11 .

La regione Vbeta è parte di questa ricombinazione. Le possibili famiglie della regione Vbeta umana sono 24, ma le Vbeta-10 e Vbeta-19 non sono funzionali e pertanto non vengono, di norma, studiate.
Valutando se l’espressione delle Vbeta è policlonale, oligoclonale o monoclonale si possono avere informazioni sulla modalità con cui il comparto linfocitario T sta rispondendo ad uno stimolo antigenico. Infatti, il linfocita T che riconosce l’antigene si attiva e comincia a replicarsi in cellule identiche a se stesso ( cloni ).
Campi principali di applicazione
  • valutazione della clonalità del TCR indotte da antigeni virali, tumorali o auto-immuni
  • studio di vaccini e terapie immunologiche
  • monitoraggio della ricostituzione immunologica “T” dopo trapianto di midollo o terapia HAART in soggetti HIV+
Caratteristiche principali dei kits BioMed Immunotech
Questi kits sono per un utilizzo in biologia molecolare, più precisamente utilizzano la tecnica della nested-PCR ( polimerase chain reaction ) per amplificare il DNA. Si utilizzano 2 coppie di primers per evitare l’amplificazione di zone di DNA indesiderato per l’eventuale accoppiamento dei primers in zone errate. I 4 primers sono diversi per ciascun pozzetto, specifico per un’unica Vbeta. • I kit per TCR umano identificano 22 famiglie di Vbeta, cioè Vbeta1-24, escluse le Vbeta 10 e 19, non funzionali .

I kit per TCR mu rino identificano 22 famiglie di Vbetacioè Vbeta 1-20, con Vbeta 8.1, 8.2 ed 8.3 come sottofamiglie della Vbeta 8. Per ciascun tipo di kit, sono presenti 2 versioni: TCRExpress e SuperTCRExpress.

I kits TCRExpress prevedono che il materiale di partenza sia cDNA ( complementary DNA ), cioè si dovrà purificare l’RNA dai suoi campioni e fare una RT-PCR, usando un enzima detto reverse Trascriptase (RT)

I kits SuperTCRExpress invece consentono di partire da cellule, in quanto il kit comprende il materiale per la purificazione dell’RNA comprese le spin columns ( colonnine ), e la sintesi del cDNA (RT-PCR ) avviene nella stessa piastra in cui si amplifica il cDNA ottenuto (nested-PCR ), in cicli successivi della stessa procedura senza ulteriore intervento dell’operatore.

Il DNA amplificato deve poi venir fatto correre su gel per differenziare e visualizzare i frammenti a diverso peso molecolare, insieme ad un size-standard DNA di riferimento.

Tipi di kits disponibili:
   
  Clonality Detecting Kits
Valutazione della clonalità
 

CDR3 Diversity Determination ( Spectratyping ) and Quantitative Analisys Kits
Determinazione della diversità del CDR3 ed analisi quantitativa con SW proprietario

 

Clone Screening Assay Kit
Screening di clonalità su linee cellulari o colture cellulari già stabilizzate.

  Le tre tipologie di kit sono disponibili in due formati:
I kits TCRExpress prevedono che il materiale di partenza sia cDNA ( complementary DNA ), cioè il cliente dovrà purificare l’RNA dai suoi campioni e fare una RT-PCR, usando un enzima detto reverse Trascriptase (RT).

I kits SuperTCRExpress invece consentono di partire da cellule, in quanto il kit comprende il materiale per la purificazione dell’RNA comprese le spin columns ( colonnine ), e la sintesi del cDNA (RT-PCR ) avviene nella stessa piastra in cui si amplifica il cDNA ottenuto (nested-PCR ), in cicli successivi della stessa procedura senza ulteriore intervento dell’operatore.

 

Il DNA amplificatodeve poi venir fatto correre su gel per differenziare e visualizzare i frammenti a diverso peso molecolare, insieme ad un size-standard DNA di riferimento


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